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LE RESPONSABILITA' E GLI OBBLIGHI DEL TITOLARE DI UN LAVORO EDILE

Posted on February 9, 2013 at 11:27 AM Comments comments (257)
Le responsabilità e gli obblighi del titolare di un lavoro edilizio
Anche per piccoli interventi edili, come le tipiche ristrutturazioni di appartamenti, il committente (proprietario, affittuario, etc.) ha delle precise responsabilità che spesso sono poco conosciute ma che possono comportare sanzioni importanti.
Come definire il committente?
Il committente è la figura che commissiona un lavoro, indipendentemente dall’entità o dall’importo dello stesso. Può essere una persona fisica (proprietario titolare di un immobile), una persona giuridica (ad esempio un condominio) o un Ente pubblico.
ll committente può essere ad esempio il proprietario di un immobile, l'affittuario o il comodatario. Solitamente gli interventi edili sono soggeti ad un titolo abilitativo (SCIA, DIA, Permesso di Costruire) o ad una comunicazione (CIAL, ), il committente ha il ruolo di intestatario di questi documenti. Tuttavia anche in caso di semplici interventi di manutenzione ordinaria, pur non essendo necessaria alcuna comunicazione al Comune, il committente ha comunque delle responsabilità.
Esistono principalmente due tipi di responsabilità che coinvolgono il committente: quella urbanistica-edilizia e quella sulla sicurezza.
Responsabilità urbanistica-edilizia
Prima di qualsiasi lavoro edile bisogna capire di quale intervento si rientra secondo le categorie definite dall'art. 3 del DPR 380/01 e dal regolamento edilizio del proprio comune. In base alla categoria si potrà dedurre quale strumento normativo utilizzare per poter effettuare un determinato intervento richiedendo i necessari permessi all'ente comunale.
Il committente dovrà predisporre la documentazione per una CIAL,  DIA, SCIA o permesso di costruire a seconda del tipo di intervento. Purtroppo per capire in che caso si rientri è quasi sempre necessaria la consulenza del proprio tecnico di fiducia.
Ad esempio, secondo la normativa nazionale, in caso di:
  • Manutenzione ordinaria: è possibile effettuare i lavori senza alcuna comunicazione.
  • Manutenzione straordinaria (senza interventi strutturali): Bisogna consegnare la CIAL incaricando un progettista.
  • Per lavori più "complessi" si potrebber ricadere in SCIA, DIA (quasi completamente superata) o Permesso di costruire e dover incaricare un progettista ed un direttore dei lavori.
Affidare l'incarico ad un progettista ed ad un direttore dei lavori permette al committente di non essere sottoposto ad una serie di responsabilità:
  • Il progettista sarà responsabile del rispetto delle normative urbanistiche-edilizie, igienico-sanitarie, sul risparmio energetico, etc.
  • Il direttore dei lavori sarà responsabile dell'esecuzione delle opere in maniera conforme al progetto e quindi sul rispetto dei costi, delle tempistiche e dell' operato della ditta.
Conseguenza di lavori effettuati irregolarmente
Ma quali sono le conseguenze per un committente che realizza dei lavori non rispettando la normativa edilizia e non nomina (se dovuto) il progettista ed il direttore dei lavori?
Anche qui per valutare le sanzioni bisogna considerare la tipologia dell'intervento. Interventi "semplici" sono soggetti a delle sanzioni amministrative, mentre interventi "più complessi" possono comportare anche sanzioni penali e la demolizione del manufatto.
Capire se l'intervento rientra nella prima o nella seconda categoria non è affatto semplice: ad esempio dei lavori di recupero di un grande edificio che hanno comportato la spesa di diversi milioni di euro ma che ha interessato solo l'adeguamento degli impianti e il rinnovo di tutte le finiture è un intervento più "semplice" di una piccola veranda costruita su un terrazzo. Per la veranda abusiva infatti si può ricadere in un procedimento penale (che prevede anche la demolizione del manufatto), mentre per i lavori di recupero de grande edificio solo in una sanzione amministrativa.
In caso di interventi di manutenzione straordinaria (tipiche ristrutturazioni di appartamenti) si potrà risolvere (a volte) con una CIAL in sanatoria ma in alcuni casi si dovrà riportare l'immobile nello stato precedente ai lavori effettuati senza permesso.
A parte le implicazioni amministrative o penali, anche se l'ente preposto non effettuerà dei controlli, interventi senza conformità edilizia-urbanistica potrebbero comportare dei problemi in caso di vendita o affitto dell'immobile.
 
Responsabilità in maniera di sicurezza
Le disposizioni normative di sicurezza sui cantieri sono disciplinate dal T.U. 81/2008. Sono numerosi i casi in cui il committente deve nominare, prima dell'affidamento dei lavori, il coordinatore in fase di sicurezza. La norma prevede alcune eccezioni ma generalmente scatta l'obbligo di nominare il coordinatore nel caso operino due o più imprese, situazione che capita spesso nelle tipiche ristrutturazioni di appartamenti.
Il coordinatore della sicurezza (in fase di progettazione e di esecuzione) è un tecnico abilitato che ha superato un apposito corso formativo, può essere affidato questo incarico anche al direttore dei lavori o al progettista.
Insieme alla nomina del coordinatore e prima dell'inizio dei lavori andrà inviata la notifica preliminare alla ASL competente: una dichiarazione in cui si indicano i nominativi dei tecnici abilitati, l'indirizzo dell'immobile ed altri dati riguardanti l'intervento edilie.
Sanzioni
Le sanzioni per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza sono molto importanti, prevedono multe salate ed anche l'arresto. Purtroppo la legge appare sproporzionata, prevedendo pene severe anche in caso di cantieri piccoli e privati.
Per fare un esempio, se il committente non designa il coordinatore ove dovuto la sanzione prevede l'arresto da tre a sei mesi o una sanzione pecunaria da € 2.500 a € 6.400.
Se il committente non ha conoscenze tecniche ha un modo per tutelarsi: nominare un "responsabile dei lavori" a cui delegare molte responsabilità, soluzioni adottata spesso in caso di lavori edili nei condomini.
 
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CONFORMITA' URBANISTICA ED EDILIZIA

Posted on February 9, 2013 at 11:16 AM Comments comments (4)
Conformità urbanistica ed edilizia di un immobile
Ogni immobile viene legittimato e reso conforme alla normativa edilizia con un progetto depositato al comune. Conoscere la conformità edilizia e urbanistica è utile in caso di trasferimento o accensione di un mutuo. Le responsabilità della conformità in caso di rogito non sono del notaio ma del venditore, per tutelarsi è possibile affidare la redazione di una dichiarazione ad un tecnico abilitato.
 
Regolarità urbanistica
Ogni immobile, per essere realizzato, deve essere autorizzato da un procedimento dell'amministrazione comunale chiamato titolo abilitativo. La normativa di riferimento è il TUE (Testo Unico dell'Edilizia DPR 380/01).
La corrispondenza tra il progetto depositato al comune da un tecnico abilitato e lo stato di fatto dimostra la regolarità urbanistica (detta anche regolarità edilizia).
I titolo abilitativi con cui può essere autorizzato un edificio sono variati negli anni:
  • Licenza Edilizia: dal 1942 con la Legge 1150
  • Concessione Edilizia Onerosa: dal 1977 con la Legge 10
  • Permesso di Costruire: dal 2003 con il TUE DPR 380/01
I condoni edilizi concorrono a rendere un immobile regolare dal punto di vista urbanistico-edilizio quando viene rilasciato dal comune la Concessione in Sanatoria. I condoni sono stati tre: nel 1985, nel 1994, nel 2003.
Come si verifica la conformità
Per verificare se un immobile (appartamento, villa, negozio o qualsiasi altro manufatto) è dotato della conformità urbanistica bisogna confrontare lo stato di fatto con il progetto depositato negli archivi comunali.
L'edificio potrebbe essere stato modificato o realizzato in maniera difforme al progetto presentato al comune. In questo caso non è possibile rilasciare la conformità urbanistica.
Quando è necessaria?
  • Per una compravendita: è consigliabile verificare la regolarità prima dell'offerta di acquisto perchè se l'immobile ha dei vizi può essere venduto e l'acquirente ne diventerà responsabile.
  • In caso di interventi edili come per una ristrutturazione.
  • Per richiedere un mutuo.
Principali cause di non regolarità
Esistono diversi tipi di difformità che non permettono il rilascio della conformità:
  • Edificio abusivo: quando non esiste alcun titolo abilitativo. (l'immobile è stato realizzato senza nessun provvedimento amministrativo). In questo caso un nuovo condono edilizio o un Permesso di Costruire in Sanatoria possono sanare la situazione. L'immobile in alcuni casi si può comunque vendere ed il nuovo proprietario diventerà il responsabile dell'abuso.
  • Piccole modifiche interne: in questo caso è possibile sanare la situazione con una CIL per lavori già eseguiti (se i lavori sono stati effettuati dopo il 26 maggio 2010) o con una DIA in Sanatoria.
    Esempio: spostamento di alcune stanze, demolizione di tramezzi, unione del soggiorno e della cucina.
  • Modifiche esterne e aumento di volumetria: è possibile sanare con una DIA o Permesso di Costruire in Sanatoria
    Esempio: chiusura del balcone con una veranda, apertura di una finestra o porta, cambio di destinazione d'uso, fusione o frazionamento di unità immobiliari.
Nella pratica le difformità sono innumerevoli ed ogni fattispecie merita una valutazione ed una risoluzione specifica. Non tutte le difformità si possono sanare, quindi bisogna prestare la massima attenzione prima di un acquisto.
 
Differenza tra regolarità urbanistica e catastale
Spesso la regolarità catastale e quella edilizia vengono confuse.
Regolarità Catastale: è la corrispondenza tra lo stato di fatto ed i dati catastali. Il catasto (Agenzia del Territorio) è un ufficio statale che ha una funzione prettamente fiscale. Non è "probatorio" e non dimostra alcunchè rispetto alla regolarità edilizia dell'immobile. Paradossalmente possono esistere immobile abusivi ma accatastati.
Regolarità Urbanistica: è la corrispondenza tra lo stato di fatto ed il titolo abilitativo con cui il comune (ente competente in materia edilizia) ha autorizzato la realizzazione dell'immobile. Questa è la regolarità "più importante" che va verificata in sede di rogito o prima di interventi di "ristrutturazione".
Ciò che permette di verificare la presenza o meno di un abuso edilizio non è mai il catasto ma solo il titolo abilitativo al comune.
Rogito e conformità urbanistica
Il rogito per la compravendita di un immobile deve essere dotato della CONFORMITA' CATASTALE (obbligatorio dal Luglio 2010), mentre per quanto riguarda la conformità urbanistica gli obblighi sono più complessi:
  • Nell'atto bisogna dichiarare con quale titolo abilitativo è stato realizzato l'immobile menzionando la licenza, concessione o il permesso di costruire.
  • Tuttavia se l'immobile è stato realizzato prima del 1 Settembre 1967, è possibile tralasciare la menzione del titolo. Questa semplificazione è permessa proprio per quegli edifici storici i cui progetti potrebbero essere difficilmente rintracciabili negli archivi comunali.
  • In caso di modifiche importanti dell'immobile (ricadenti nella cosiddetta "ristrutturazione pesante" Art. 23 comma 3 del DPR 380/01) va indicato nel rogito il titolo autorizzativo con cui sono stati permessi. Ad esempio in caso di lavori che hanno comportato la demolizione e ricostruzione, aumento di volume o sagoma, aumento delle unità.
  • In caso di interventi abusivi sanati in passato con un condono edilizio va menzionata nel rogito la concessione in sanatoria.
  • In caso di minime modifiche dell'immobile non andrà obbligatoriamente menzionato (anche se è auspicabile farlo) nel rogito quale autorizzazione o comunicazione (DIA, CIAL, etc) è stata utilizzata per fare i lavori.
Ma attenzione, è possibile trasferire regolarmente un immobile che non ha la completa conformità urbanistica. Infatti se l'immobile (costruito regolarmente) ha subito durante la sua storia dei piccoli interventi di modifica non autorizzati (che comportano la perdita della conformità urbanistica), la commerciabilità del bene è garantita.
1 Settembre 1967
Se l'immobile è stato realizzato prima del 1/09/67 è possibile evitare la menzione del titolo abilitativo con un'apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. La responsabilità di questa importante dichiarazione riportata nel rogito è del proprietario.
Questa semplificazione (introdotta con la Legge 47/85), permette la commerciabilità di un immobile realizzato prima del 1/09/67 ma non ne dimostra la conformità urbanistica.
La conformità urbanistica è data solo confrontando il titolo abilitativo con cui l'immobile è stato autorizzato con lo stato di fatto.
Chi è responsabile del controllo su eventuali abusi?
E' importante che l'acquirente faccia verificare da un tecnico abilitato di propria fiducia la regolarità urbanistica perchè a differenza di quello che si potrebbe pensare il notaio non ha responsabilità sul controllo dell'assenza di abusi.
Una recenta sentenza della Cassazione (n. 11628 del 26 marzo 2012) ha infatti previsto che la conformità urbanistica è dichiarata dal venditore e il notaio non ha l'obbligo di verificare che questa dichiarazione sia vera.
Anche l'agenzia non ha alcun obbligo nè responsabilità sulla effettiva assenza di abusi per cui il modo migliore per tutelarsi è incaricare un tecnico abilitato che al contrario degli altri soggetti ha una responsabilità penale quando effettua una dichiarazione e difficilmente dichiarerà il falso.
Conseguenze per abuso e irregolarità edilizie
La formula prensete nei rogiti è "l'immobile viene acquistato nello stato di fatto e di diritto in cui si trova", per questo l'acquirente dopo il rogito erediterà anche eventuali abusi o irregolarità edilizie. Ma chi acquista un immobile con dei vizi di conformità urbanistica che conseguenze può avere?
Abusi gravi
In caso di abusi edilizi, oltre ad una denuncia penale, sarà necessario provvedere alla demolizione ed al ripristino dei luoghi ed in alcuni casi l'ente potrà acquisire di diritto gratuitamente al patrimonio del comune parte del bene.
I casi più frequenti di interventi non autorizzati che comportano un abuso sono un soppalco non autorizzato, l'apertura o lo spostamento di una finestra, la realizzazione di una veranda sul terrazzo, il frazionamento di più unità, la modifica di un balcone. Non sempre è possibile sanare ed a volte è necessario riportare lo stato di fatto come nell'ultimo progetto autorizzato dal comune.
Irregolarità meno gravi
Altri tipi di irregolarità, meno gravi, comportano solo della sanzioni amministrative e possono essere risolte con una DIA IN SANATORIA o una CIAL Solitamente sono dovute alla modifica della distribuzione interna: spostamento della cucina, demolizione e ricostruzione di tramezzi, fusione di stanze.
La regolarizzazione può essere semplice ma bisogna sempre verificare se gli interventi rispondono alle normative comunali (igienico sanitarie ed edilizie). Ad esempio se è stato demolita una parete per allargare il soggiorno bisogna verificare che la superficie del nuovo ambiente sia maggiore di 1/8 della superficie delle finestre. Questo è un tipico caso in cui anche per un piccolo intervento non è possibile regolarizzare e per avere la completa regolarità urbanistica bisogna ricostruire la parete.
 
Sintesi e consigli
In conclusione se l'immobile non è mai stato autorizzato da un titolo abilitativo non può essere venduto (la responsabilità del controllo non è del notaio ma del venditore), in caso di abusi minori l'immobile può essere venduto ed il nuovo acquirente erediterà la responsabilità dell'abuso (con possibili sanzioni penali e rischio di demolizione). Esistono altresì piccole difformità che comportano sanzioni solo amministrative ma possono diminuire il valore della casa perchè rendono difficoltoso l'accesso a mutui o future vendite e non sempre possono essere regolarizzate.
Le spese per la regolarizzazione, sanzioni e responsabilità penale sono nella maggior pare dei casi dell'acquirente e non del venditore. Il consiglio è quello di acquistare sempre un immobile regolare o regolarizzato e di far controllare la regolarità urbanistica dal proprio tecnico di fiducia che con una dichiarazione è sottoposto ad una responsabilità di natura penale.
 
Condono e sanatoria
Regolarizzare una difformità non è sempre possibile. In alcuni casi si può procedere con una DIA IN SANATORIA o Permesso di costruire in Sanatoria (art. 36 del TUE dpr 380/01).
La sanatoria è differente dal condono perchè nel primo casi i lavori si potevano realizzare ma non è stato dichiarato niente al comune, mentre si richiede un condono se i lavori non si potevano realizzare perchè contrari alle normative edilizie.
Attualmente non è possibile richiedere un condono edilizio, che a differenza della Sanatoria (Art. 36) è un provvedimento eccezionale, gli ultimi sono stati nel 1985, 1994, 2003.
 
Legittimità della preesistenza
Un altra formula con cui viene definita la regolarità urbanistica è "leggittimità della preesistenza". Per preesistenza si intende lo stato di fatto in cui si trova l'immobile, per legittimità si intende la rispondenza del progetto alle normative edilizie al momento della realizzazione.
 
PER SAPERE I COSTI PER REGOLARIZZARE IL TUO IMMOBILE VEDI LA SEZIONE
 
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REGOLARIZZAZIONE PLANIMETRIA CATASTALE

Posted on February 9, 2013 at 10:52 AM Comments comments (105)
Regolarizzare casa con planimetria catastale non conforme prima del rogito
Prima dell’atto di compravendita (rogito) di un immobile è necessario verificare la corrispondenza della planimetria catastale con lo stato di fatto, pena la nullità dell’atto. Questa novità è stata introdotta dal 1 Luglio 2010 con importanti conseguenze per coloro che devono vendere una casa. Numerosi immobili, in particolare appartamenti in condominio, sono stati modificati negli anni passati senza richiedere la relativa autorizzazione o senza provvedere all’aggiornamento della planimetria catastale in seguito agli interventi di modifica della distribuzione interna (spostamento di tramezzi, creazione di nuove stanze e/o bagni). In questi casi la soluzione è procedere con la regolarizzazione dello stato urbanistico (in comune) e catastale (all’ufficio del territorio, catasto). In caso di piccole difformità (come descritto dalla Circ. 02/2010 dell' AdE) è possibile evitare la variazione.
 
Conformità allo stato di fatto e dichiarazione di un tecnico
Prima di un rogito di un immobile, ma anche in caso di donazione e divisioni, il notaio ha l’obbligo di verificare se lo stato di fatto è conforme ai dati catastali. La verifica concerne principalmente gli intestatari, la toponomastica e la planimetria. La conformità deve essere specificamente dichiarata all’interno dell’atto da parte del venditore e la planimetria catastale va allegata al rogito. Le conseguenze per una dichiarazione falsa sono importanti e comportano anche la nullità dell’atto. La normativa permette di avvalersi dell’ausilio di un tecnico abilitato che può redigere un attestato di conformità con cui dichiara la rispondenza tra stato di fatto e dati catastali, in questo modo la responsabilità della dichiarazione è sostenuta dal tecnico e non dal venditore né dal notaio.
E' consigliabile verificare la conformità catastale sin dal compromesso per evitare ritardi per aggiornamenti dovuti ad eventuali difformità.
Se pensi di avere questa problematica, sia come compratore che come venditore, puoi contattarci per consigli e informazioni.
 
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CONDONO E SANATORIA

Posted on February 9, 2013 at 10:46 AM Comments comments (108)
Differenza tra Sanatoria e Condono
 
Nella pratica professionale capita spesso di percepire che non si comprenda la differenza tra Condono e Sanatoria: cerchiamo di fare chiarezza sull'argomento.
Nella pratica professionale mi capita di frequente che clienti ravveduti mi si rivolgano per chiedere il condono per lavori edili eseguiti in assenza di titolo autorizzativo.

In effetti non è molto chiara la differenza tra Condono edilizio e Sanatoria edilizia e se questo può essere comprensibile per delle persone che non sono addetti ai lavori, appare quantomeno preoccupante quando a non capirla sono gli stessi colleghi, soprattutto se giovani e inesperti.
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza spiegando la differenza tra le due procedure.

La prima e fondamentale differenza è che il Condono è una legge speciale, mentre la Sanatoria è un provvedimento amministrativo normalmente consentito dalla normativa urbanistica vigente.

Il Permesso di costruire in sanatoria, una volta denominato Concessione edilizia in sanatoria, è disciplinato dal Testo Unico dell’Edilizia, e si può chiedere per interventi eseguiti in assenza di permesso o in difformità da esso, ma assentibili.

Requisito fondamentale è che sussista la cosiddetta doppia conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, al momento della realizzazione dell’abuso e al momento della richiesta di sanatoria.

Facciamo un esempio: Tizio realizza delle difformità rispetto al permesso di costruire assentito, ampliando di alcuni metri cubi il volume a disposizione.
Dopo qualche anno, in procinto di vendere la sua proprietà, deve assicurarne la conformità dal punto di vista urbanistico, e decide quindi di chiedere un Permesso in Sanatoria.
Nel frattempo nel suo comune è stato approvato un nuovo Piano Regolatore. Il permesso in sanatoria sarà concesso soltanto se anche il nuovo Piano consente gli aumenti volumetrici, così come avveniva all’epoca dell’abuso.

Naturalmente per aver realizzato degli interventi privi di autorizzazione, bisognerà corrispondere una sanzione pecuniaria che è pari al doppio del contributo di costruzione che bisognerebbe normalmente pagare al Comune (una ragione in più per non realizzare interventi in maniera irregolare).
Nel caso in cui l’entità di tali oneri non sia quantificabile, ad esempio se si realizza una nuova finestra, o per interventi per i quali è prevista la gratuità, si pagherà un importo minimo pari a 516 euro.

Il Condono edilizio, invece, come detto è una legge speciale grazie alla quale i cittadini possono ottenere l’annullamento, totale o parziale, di una pena. Come tale esso ha validità temporale limitata e va in deroga alla vigente normativa.
Ciò vuol dire che con il condono era possibile sanare anche tanti interventi solitamente non permessi dalla normativa vigente, come la costruzione di abitazioni in zona agricola, ma solo se realizzati in determinati periodi.

In Italia si sono succeduti tre condoni: quelli disciplinati dalle leggi n. 47 dell’85, n. 724 del ‘94 e dal D.L. 269/2003 poi convertito in legge n. 326 del 2003.

L’ultimo condono ha permesso di sanare abusi realizzati entro il 31 marzo 2003 e la domanda andava presentata entro il 31 marzo 2004.
Pertanto non è possibile oggi chiedere alcun condono edilizio.

Nel caso del condono le sanzioni da corrispondere consistono non solo negli oneri concessori opportunamente incrementati da versare all’amministrazione comunale, ma anche in una oblazione da versare nelle casse dello Stato.
Non è un caso, infatti, che lo strumento del Condono, non solo edilizio, sia stato utilizzato da vari governi in periodi di difficile congiuntura economica, per rimpinguare le finanze statali.

Per concludere, un accenno al Piano Casa. Anche questo è una legge speciale, perché va in deroga ai normali indici volumetrici consentiti dai comuni permettendo degli ampliamenti volumetrici, ed ha una scadenza temporale.

Ma, attenzione: il Piano Casa non è un condono e pertanto permette di realizzare ampliamenti o demolizioni e ricostruzioni con aumento di volume, a determinate condizioni, ma non di sanare delle opere già realizzate irregolarmente.
 
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INTERVENTI EDILIZI MAGGIORI - MILANO

Posted on February 9, 2013 at 10:34 AM Comments comments (10)
Gli interventi edilizi maggiori - COMUNE DI MILANO


Sono considerati interventi edilizi maggiori le opere di:
Per questi tipi di intervento occorre presentare denuncia di inizio attività (ex regime concessorio) art. 41 LR 12/05 (c.d. DIA onerosa o SuperDIA) o richiedere permesso di costruire (ex concessione edilizia) art. 33 LR 12/05 (vedi moduli allegati). Disposizione transitoria per effettuare interventi edilizi con " modalità diretta convenzionata" ex art. 11 NTA del PdR del PGT In regime transitorio fino alla pubblicazione del PGT e alla modifica del Regolamento Edilizio, per gli interventi edilizi con "modalità diretta convenzionata" volta al superamento delle indicazioni morfologiche contenute negli artt.13,15 e 17 delle N.T.A. del Piano delle Regole del Piano del Governo del Territorio occorre:1. Presentare progetto preliminare(art.111 del Regolamento Edilizio) che sarà soggetto a pre-esame tecnico per verifica dell'ammissibilità urbanistico/edilizia e comporterà l'acquisizione del parere vincolante della Commissione per il Paesaggio.2. Presentare Denuncia di Inizio Attività o richiesta di Permesso di Costruire corredati da Atto Unilaterale d'Obbligo (si veda nella sezione Allegati unitamente alla Determina Dirigenziale n.132) ai sensi dell'art.11 comma 2 delle N.T.A.del Piano delle Regole del P.G.T. con l'impegno da parte della Proprietà a non apportare modifiche all'involucro esterno del progetto assentito dalla Commissione per il Paesaggio.
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