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Avvio dei lavori con la SCIA

Posted on March 7, 2013 at 3:15 PM Comments comments (107)
Con la Scia nessuna attesa per l’avvio dei lavori edili
Approvata in via definitiva alla Camera la manovra economica, semplificazioni per l’attività di impresa e il settore costruzioni
 
30/07/2010 - Diventa legge la manovra per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica.
 
 
Dopo l’apposizione della fiducia da parte del Governo, passata mercoledì con 329 sì e 275 no, ieri la Camera ha dato l’ok al ddl per la conversione del DL 78/2010, che è passato senza modificazioni con 321 voti favorevoli, 270 contrari e 4 astenuti.

Il testo finale, studiato per rispondere alle politiche anticrisi di rientro dell’Unione Europea, tocca vari argomenti di interesse, creando in qualche caso i primi dubbi di interpretazione.

È il caso dell’attività edilizia e di impresa, con la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività, che sostituisce la Dia, Dichiarazione di inizio attività, e ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione, permesso o nulla osta comprese le domande per l’iscrizione in albi o ruoli utili per l’esercizio di nuove attività. La procedura semplificata, che amplia il ricorso all’autocertificazione, non è possibile in presenza di atti comunitari o rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio cultuale e paesaggistico e dell’ambiente.

L’impostazione della norma ha creato incertezza sulle possibilità di applicazione all’edilizia. Da più parti era stata prospettata una tesi in base alla quale la dichiarazione di inizio attività, richiamata nel testo, riferendosi all’apertura di un’impresa, non avrebbe avuto nessuna affinità con la denuncia di inizio attività per l’avvio dei lavori.

Questa ipotesi sembra definitivamente accantonata. Diventa quindi possibile l’inizio dei lavori nel giorno stesso della segnalazione all’amministrazione preposta, senza attendere i 30 giorni previsti dalla precedente disciplina, ferma restando la possibilità di effettuare verifiche in corso d’opera. Nel caso in cui venga accertata una carenza dei requisiti, l’amministrazione può adottare provvedimenti di divieto entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione. Decorso questo termine vale la regola del silenzio - assenso, a meno che non si incorra nel rischio di danni gravi e irreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute e la sicurezza pubblica.

La semplificazione ha già registrato la ferma opposizione delle Regioni a statuto speciale, che hanno competenza esclusiva in materia di edilizia. Qualche Regione a statuto ordinario ha annunciato valutazioni sulla possibile impugnazione. Più cauta l’Ance, che considerando troppo incerto il testo rimane in attesa di chiarimenti ufficiali.


Tra le altre misure è stata confermata la sanatoria catastale, con l’intento di procedere alla razionalizzazione attraverso l’emersione degli “immobili fantasma” e un monitoraggio puntuale del territorio. Per questo è stata data ai Comuni la possibilità di accedere gratuitamente alle banche dati e alle informazioni dell’Agenzia del Territorio.

Nel caso di fabbricati rurali che perdono il requisito di ruralità o di accertamenti sugli immobili in corso di costruzione o definizione che acquisiscono l’abitabilità, l’Agenzia del Territorio può sostituirsi ai Comuni, ai quali resta il potere di prevedere sanzioni successive ai controlli in materia di edilizia e urbanistica.


Gli atti pubblici e le scritture autenticate tra vivi per il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di diritti reali sugli immobili esistenti devono contenere, oltre a tutti i riferimenti catastali, anche le planimetrie e le dichiarazioni, rese dagli interessati, sulla conformità dello stato di fatto a quello risultante dai documenti. Sono esclusi gli atti per il trasferimento dei diritti reali di garanzia. Le dichiarazioni possono inoltre essere sostituite da una attestazione di conformità rilasciate da un tecnico abilitato. Con una circolare dell’Agenzia del Territorio è stato chiarito che la regolarizzazione può avvenire anche dopo la stipula.

Dal primo luglio le banche e le Poste Italiane effettuano una ritenuta d’accontodel 10% sui bonifici versati dai clienti che usufruiscono delle detrazioni del 36% e 55% alle imprese che hanno realizzato l’intervento di ristrutturazione o di riqualificazione energetica. L’Agenzia delle Entrate ha specificato in un primo momento che dopo la ritenuta, le banche effettuano un versamento attraverso il modello F24 utilizzando il codice tributo 1039. Al destinatario del bonifico viene invece rilasciata una certificazione della ritenuta praticata. Con una successiva circolare le Entrate hanno chiarito che la base imponibile su cui effettuare la ritenuta non deve comprendere l’Iva.


Dopo l’intenzione, espressa nel DL 78/2010, di bloccare l’acquisto dei certificati verdi rimasti invenduti da parte del Gse, Gestore dei Servizi energetici, è passata la linea più attenuata voluta dagli industriali. Il Gse continuerà a ritirare i “diritti ad inquinare”. Nel 2011, però, la spesa per l’acquisto di certificati verdi dovrà essere del 30% inferiore rispetto a quella del 2010. L’80% della riduzione deve derivare dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso. La ricerca scientifica sarà finanziata dalla risoluzione anticipata e volontaria delle convenzioni Cip6.

La manovra prevede lo snellimento delle procedure legate alla conferenza di servizi. Anche nei casi in cui è richiesta l’autorizzazione paesaggistica acquisito l'assenso dell'amministrazione il cui rappresentante non si sia espresso in modo definitivo, fatta esclusione per i provvedimenti in materia paesaggistico-territoriale, di Via, Vas e Aia. Il silenzio assenso vale quindi anche per le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, della salute e della pubblica incolumità. In caso di dissenso delle amministrazioni di tutela, il Consiglio dei Ministri si esprime entro 60 giorni, previo accordo delle Regioni o degli enti locali da raggiungere in 30 giorni. In assenza di accordo il Governo procede comunque con delibera del CdM.

Data l’esigenza di garantire tempi certi per l’emanazione dei provvedimenti, l’inerzia dei funzionari che non partecipano alle riunioni viene risolta con valutazioni negative e il taglio dei premi di risultato. Per questo motivo anche le università potranno far eseguire i provvedimenti in materia ambientale, in quanto enti pubblici dotati di qualificazione e capacità tecnica.
 
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Scia, un vademecum per i progettisti

Posted on March 7, 2013 at 3:10 PM Comments comments (87)
 
Scia, un vademecumper i progettisti
 
Ok alla nuova procedura per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazioni senza mutamenti di volume e sagoma
 
Resta altal’attenzione dei progettisti sulla Scia, la  Segnalazione certificata di inizio attività che ha sostituito la Dia. Con una nota delMinistero per la semplificazione normativa, lo snellimento delle procedure, introdotto con la manovra estiva, è stato definitivamente esteso all’edilizia.
 
Ministero per lasemplificazione normativa - Segnalazione certificata di inizio attività.Articolo 49 ..
Conversione in legge,con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti ..
La sostituzione però non è sempre automatica, ma deve sottostarea qualche condizione.

Valutazioni preliminari
Come primo passo il progettista deve accertarsi che l’intervento non rientri nei casi di:
  • edilizia libera, come manutenzioni ordinarie, eliminazione di barriere architettoniche senza alterare la sagoma degli edifici, opere temporanee per ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra per l’esercizio dell’attività agricola, serre mobili;
  • interventi soggetti a comunicazione, come manutenzioni straordinarie su parti non strutturali degli edifici, pavimentazione di spazi esterni, installazione di pannelli solari, realizzazione di aree ludiche e arredo di aree pertinenziali;
  • interventi soggetti a permesso di costruire, come nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie e urbanistiche.

La Scia non sostituisce neanche la Super-Dia, prevista dall’articolo 22 comma 3 del Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia. Fanno capo a questadisciplina gli interventi urbanistici in cui è possibile usare la Dia inalternativa al permesso di costruire:
  • ristrutturazioneche porti a un edificio diverso dal precedente, con aumento delle unità immobiliari, mutamenti di volume, sagoma, prospetti o, limitatamente ai centri storici, della destinazione d’uso;
  • nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi con disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive dichiarata dal Comune in sede di approvazione di detti piani attuativi;
  • nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche. 
 
In questi casi la sostituzione della Dia con la Scia non è automatica,ma si deve continuare ad usare la vecchia procedura. Valgono le stesseconsiderazioni per le leggi regionali che, prima dell’entrata in vigore dellamanovra, hanno deciso il ricorso alla Dia in alternativa al permesso dicostruire per alcuni interventi.

In secondoluogo è necessario valutarel’esistenza di un vincolo ambientale, paesaggistico o culturale gravante sull’immobilesu cui si intende intervenire, in presenza del quale si potrà usare la Scia solo allegando il parere positivo della Soprintendenza. La Scia, infatti, non può sostituire i nulla osta delle Amministrazioni preposte alla tutela delvincolo, ma deve accompagnarsi ad essi. 

Applicazione della Scia
Negli altri casi è possibile presentare la Scia,senza ulteriori oneri, al Comune in cui si trova l'immobile e iniziare i lavorinello stesso giorno. La segnalazione deve essere corredata dagli elaborati tecnicinecessari per consentire le verifiche di competenza dell'amministrazione, cheha 60 giorni di tempo per fermare i lavori in presenza di carenza deirequisiti. Il limite di tempo si allunga in caso di rischio di danni gravi eirreparabili per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute ela sicurezza pubblica. I pareri degli organi o degli enti appositi sonosostituiti dalle autocertificazioni. In presenza di dichiarazioni false omendaci l’Amministrazione può vietare la prosecuzione dei lavori, applicaresanzioni penali da uno a tre anni di reclusione o quelle previste dal capo VIdel Dpr 445/2000.

La Scia si applica quindi a:
- restauro e risanamento conservativo come consolidamento, ripristino, rinnovo degli elementi costitutivi, inserimentodegli elementi accessori e degli impianti necessari per l’utilizzodell’immobile;
- ristrutturazione edilizia, nella quale rientrano anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma;
- varianti al permessodi costruire per opere che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non modificano destinazione d’uso e categoria edilizia, non alterano la sagoma dell’edificio e non violano le prescrizioni del permesso dicostruire.

I casi incerti
Secondo la nota esplicativa dei giorni scorsi,alle Dia già presentate si applica la normativa vigente in quel momento, salva la possibilità per il privato di avvalersi del nuovo strumento presentando una Scia per il medesimo intervento. Sappiamo però che alcuni comuni hanno continuato ad accettare la Dia, dando luogo a due procedure parallele. Applicando alla lettera la nota, potrebbero non essere valide le Dia presentate dopo l’entrata in vigore della manovra i cui lavori, decorsi i 30 giorniprevisti dalla vecchia normativa, sono già in corso.
 
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DIA E SCIA MILANO

Posted on March 7, 2013 at 3:07 PM Comments comments (107)
Scia, a Milano non sostituisce la Dia
Sportello unico per l’edilizia: il nuovo titolo abilitativo è un'alternativa alla denuncia di inizio attività
18/02/2011 - A Milano Dia e Scia sono alternative. Lo stabilisce la circolare 4/2010 emanata dal Comune per chiarire l’applicazione della manovra estiva. Questa impostazione dovrà confrontarsi con i nuovi orientamenti del Governo.
 

Secondo lo Sportello unico per l’edilizia, la Scia non sostituisce obbligatoriamente la Dia. A parità di intervento si può quindi scegliere a quale titolo abilitativo e procedura ricorrere. In linea a quanto già spiegato in precedenza, la Segnalazione certificata di inizio attività non può sostituire la Super-Dia.

Per il Comune di Milano la Scia non può essere utilizzata in caso di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, neanche se è stato rilasciato il nulla osta della Soprintendenza. Se la Dia venisse abolita, gli interventi sugli immobili vincolati potrebbero essere realizzati solo con permesso di costruire, con un notevole aggravio in termini di tempo. Al contrario, la denuncia di inizio attività prevede particolari procedure cui ricorrere in questi casi.

A fronte di queste considerazioni, sul territorio esistono cinque titoli abilitativi:
- Permesso di costruire, per tutti gli interventi edilizi e i mutamenti di destinazione d'uso;
- Super-Dia, cioè Dia alternativa al permesso di costruire, che non può essere utilizzata per nuovi fabbricati in zona agricola;
- Scia, utilizzabile per manutenzioni straordinarie non liberalizzate, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione leggera;
- Comunicazione asseverata, per le manutenzioni straordinarie regolate dall’articolo 6 comma 2 del Dpr 380/2001;
- Comunicazione, per le opere di cui all'art. 6, comma 2, lett. b, c, d, e, del Dpr 380/2001.

Con la circolare il Comune ha affermato di non condividere i primi orientamenti forniti dal Ministro per la Semplificazione normativa, secondo il quale sarebbe possibile utilizzare la Scia anche per interventi su immobili vincolati, dopo aver ottenuto il nulla osta della Soprintendenza. In quest’ottica, il nuovo titolo abilitativo rappresenta un’altra opzione a disposizione del titolare dell’intervento, che può continuare a scegliere la Dia.

A che punto siamo
Il Governo intanto insiste sul potenziamento della Scia. Nei giorni scorsi il Ministro per la semplificazione ha presentato una bozza di decreto legge che chiarisce la sostituzione della Dia con la nuova procedura e dimezza i tempi per i controlli delle amministrazioni preposte (Leggi Tutto).
Gli orientamenti del Comune, così come quelli di altre regioni ed enti locali che si erano pronunciati a sfavore dell’applicazione della scia all’edilizia, andranno valutati alla luce dei nuovi sviluppi.
 
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SCIA MILANO

Posted on March 7, 2013 at 2:58 PM Comments comments (4)
DIA E SCIA MILANO
 
Il Comune rende il proprio parere sulla SCIA e fa il riepilogo delle procedure edilizie in vigore nel proprio territorio.
 
Con la Circolare in data 13/12/2010, n. 4, il Comune di Milano, Direzione Settore Sportello unico per l'edilizia, ha fornito importanti indicazioni in merito alle procedure edilizie applicabili nel Comune, ed in particolare in merito alla possibile sostituzione della procedura di DIA (Denuncia di inizio attività) con la procedura di SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), ai sensi dell'art. 49 della L. 122/2010, di conversione del D.L. 78/2010.
Il Comune di Milano, riprendendo in particolare diverse argomentazioni già da tempo formulate sulle pagine del Bollettino di Legislazione Tecnica (vedi la nota illustrativa La Scia si applica all'edilizia?, ha ritenuto di non convenire sulla obbligatorietà della
sostituzione della procedura della DIA con quella della SCIA, reputando invece più congruo assumere il principio dell'alternatività del titolo edilizio utilizzato a parità di tipo d'intervento, ad eccezione, ovviamente, degli interventi per i quali non è richiesto alcun titolo, ai sensi dell'art. 6 del D.P.R. 380/2001. Sarà quindi il titolare dell'intervento a scegliere se ricorrere a SCIA nel caso voglia da luogo subito all'intervento o a DIA nel caso in cui l'immobile sia vincolato.
Conseguentemente rielaborando la classificazione proposta dalla Regione Lombardia l'elenco delle procedure edilizie applicabili nel Comune di Milano è:
- Permesso di costruire per tutti gli interventi edilizi, nonché per i mutamenti di destinazione d'uso di cui all'art. 52 ,comma 3 bis, della L.R. 12/2005;
- Denuncia di inizio attività (DIA) alternativa al permesso di costruire di cui al punto l), ad eccezione dei nuovi fabbricati in zona agricola e dei mutamenti di destinazione d'uso di cui all'art. 52,comma 3-bis, della L.R. 12/2005, assoggettati unicamente al permesso di costruire;
- SCIA per tutti gli interventi non previsti dagli artt. 6 e l 0 (per quanto, quest'ultimo, disapplicato in Regione Lombardia) del D.P.R. 380/2001;
- Comunicazione asseverata per gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all'art. 6, comma 2, lett. a), del D.P.R. 380/2001;
Comunicazione per le opere di cui all'art. 6, comma 2, lett. b), c), d), e), del D.P.R. 380/2001.
 
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